La pesca in mare è un passatempo considerato ormai un vero e proprio sport che consente di trascorrere delle belle giornate all’aria aperta in armonia e divertimento.
In virtù di una crescente frequentazione del mare e quindi delle attività alieutiche, gli americani, già da molti anni, ci hanno trasmesso le regole base per rendere il combattimento con i pesci veramente sportivo, e per riuscire a trarre soddisfazione anche da una cattura poco rilevante.
TRAINA
Traina d'altura
(tonni di branco, alalunghe, aguglie imperiali, lampughe etc.)
Traina costiera
(ricciole, dentici, spigole, occhiate, barracuda, cernie, palamite)
In particolare nella traina costiera le prede possono essere di dimensioni ridotte, ma utilizzando un’attrezzatura adeguata, è possibile confrontarsi al limite delle possibilità e del carico di rottura della lenza. Nasce così il concetto di equilibrio tra attrezzatura e preda.
Nella ricerca del bilanciamento dei fattori potenza degli attrezzi/preda, bisogna tener presenti alcuni parametri, primo tra tutti, l’esperienza personale. Ci sono infatti dei limiti da non superare e che varieranno in favore di attrezzature e fili sempre più leggeri solo dopo numerose ore passate con la canna in mano e con un essere vivo dall'altra parte che non ne vuole sapere di cedere.
E' da considerare sportivo un cimento effettuato con una lenza che ha il carico di rottura pari al peso della preda catturata. Ci imbatteremo in situazioni in cui risulta difficile constrastare prede con lenza molto sottili, specialmente all’inizio della carriera.
Pescare un bel pesce, non deve trasformarsi in una prova di bravura da dimostrare a terzi, ma deve solo rimanere una soddisfazione che deve indurci ad una valutazione personale sul nostro modo di agire.
DRIFTING
Drifting diurno e notturno
(tonni giganti, tonni di branco, grandi ricciole, pesci spada, squali volpe, verdesche)
Drifting leggero
(lecce, ricciole, dentici, palamite, saraghi, orate)
Uno dei problemi che si pongono nella pesca a drifting è quello del sostentamento delle esche alle varie profondità. Il problema può essere risolto in vari modi ognuno dei quali presenta pregi e difetti. Vediamo assieme quali.
Il sistema più usato è quello dei dei palloncini gonfiati che possono essere annodati direttamente sulla lenza o meglio ancora collegati con un elastico. Sono ben visibili e più o meno gonfiati sostengono bene ogni tipo di piombatura; per contro a volte tendono a sgonfiarsi e specialmente quando è molto caldo possono scoppiare costringendoci a recuperare le lenze e ad effettuare una nuova calata. In caso di allamata scoppiano o si staccano dall’elastico e quindi non costituiscono alcun intralcio per il combattimento e il recupero della preda.
BOLENTINO
Bolentino leggero
(pagelli, tanute, saraghi, paraghi, orate)
Bolentino di profondità
(cernie, occhioni, paraghi, ricciole di profondità, sciabola, castagna, spinaroli)
Il Bolentino costiero è una tecnica antichissima, praticata da esperti e neofiti, poco impegnativa per attrezzature e imbarcazione, ma in grado di regalare ricchi e colorati carnieri in ogni stagione, anche nelle rare ma belle giornate di primo inverno.
Le belle giornate invernali sono l’ideale per impostare delle promettenti uscite a bolentino. Nonostante il periodo, la temperatura mite del mediterraneo e la quasi assenza di elementi di disturbo, rendono i pinnuti ben disposti ad abboccare alle nostre lenze. Con costanza, e sondando vari tipi di fondale durante la stessa battuta, ci si può confrontare con pesci delle più svariate specie, dai nobili sparidi, ai labridi, ai piccoli e infestanti serranidi come le perchie. Le sorprese rimangono una costante, e qualche bel pesce solitamente non mancherà di fare capolino nel carniere.
La nostra giornata incomincerà con l’oscurità, cercando di essere già in pesca ai primi bagliori di luce. Le poste da preferire in questi orari sono le scogliere sommerse con profondità oscillanti tra i 15 e i 30 metri, le praterie di posidonia con le stesse batimetriche, e i dintorni delle secche.
La preda per eccellenza è il sarago, solitamente avremo a che fare con stupendi testa nera e grintosi maggiori, e non è raro, specialmente sulle poste meno battute, l’incontro con qualche magnifico faraone. L’attività alimentare di questi pesci sarà frenetica, ma si esaurirà nel giro di poco tempo, quindi è essenziale agire con rapidità e dimestichezza.
Una volta sul posto buono alle prime allamate importanti, bisognerà calare in acqua un segnale zavorrato in modo da rimontare sulla posta quando lo scarrocciare della barca ci farà perdere il contatto con i pesci. Ancorarsi può essere una soluzione, ma spesso derivare è più produttivo.